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Queste piccole creazioni raccontano una parte di me...

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PENSIERI E PAROLE

Vita e sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

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Il mio canto libero

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Essere triste

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February 19

Il ritorno...

 

Ritorno a scrivere sul blog dopo tanto tempo... Ho una notizia che devo assolutamente comunicare: finalmente è arrivato il notebook che ho vinto grazie ad uno dei miei video!!!!!!!!! E' FANTASTICO!!!!!

Ed allora che ne dite dell'ultimo video?...

   

 

June 05

Nostalgia

 

 

 

April 25

"Teorema fondamentale dell'amore"

Si racconta che una volta, tanto tempo fa, tutti i sentimenti, le qualità e i difetti dell'uomo si riunirono. Dopo che la Noia aveva sbadigliato per l'ennesima volta la Pazzia propose di andare a giocare a nascondino. La curiosità chiese: “A nascondino? Come si fa?”. “E' un gioco”, spiegò la Follia, “io mi copro gli occhi e incomincio a contare fino a un milione. Voi intanto vi nascondete e quando non c'è più nessuno in giro, e io ho finito di contare, il primo di voi che trovo rimane al mio posto a fare la guardia per continuare il gioco”. L'Entusiasmo ballò, seguito dall' Euforia, dall'Allegria e fece tanti salti che finì per convincere il Dubbio e l'Apatia, la quale non aveva mai voglia di fare nulla. Ma non tutti vollero partecipare... la Verità preferì non nascondersi, la Superbia disse che era un gioco molto sciocco e la Codardia preferì non rischiare. “Uno, due, tre...” cominciò a contare la Follia. La prima a nascondersi fu la Pigrizia, che si nascose dietro la prima pietra del cammino. La Fede salì in cielo e l’Invidia si nascose dietro l'ombra del Trionfo che era riuscito a salire in cima all'albero più alto. La Generosità invece non riusciva a nascondersi, ogni posto che trovava lo lasciava ai suoi amici. Un lago cristallino?, ideale per la Bellezza, un cespuglio?, perfetto per la Timidezza, un soffio di vento?, giusto per la Libertà. Finché la Generosità decise di nascondersi dietro un raggio di sole. L'Egoismo invece si prese subito il posto migliore e superconfortevole, tutto per lui. La Bugia si nascose... veramente non si sa dove, la Passione e il Desiderio si nascosero nel centro di un vulcano. La Dimenticanza... non ce lo ricordiamo! Quando la Follia arrivò a contare fino a 999.999, l'Amore ancora non aveva trovato un luogo per nascondersi, perché erano tutti occupati. Alla fine vide un roseto e decise di nascondersi li, fra le bellissime rose. “Un milione!!!”, disse la Follia, che iniziò a cercare. La prima a farsi scoprire fu la Pigrizia, poi la Fede, poi la Passione e il Desiderio, che aveva sentito vibrare dentro il vulcano. Trovò poi l'Invidia che si era nascosta dove stava il Trionfo. Camminando, vicino al lago trovò la Bellezza, poi il Dubbio, il quale non aveva ancora deciso dove nascondersi. Poi uno dopo l'altro incontrò tutti gli altri, tranne l'Amore. La Follia iniziò a cercarlo dietro a ogni albero, sotto il ruscello, in cima alla montagna... e quando fu al punto di darsi per vinta, vide il roseto e iniziò a muovere i rami, quando all’improvviso si sentì un doloroso grido: le spine avevano ferito negli occhi l'Amore! La Follia non seppe cosa fare e come chiedergli scusa. Pianse, pregò, implorò e chiese perdono. Da allora, da quando per la prima volta sulla terra si giocò a nascondino, l'Amore fu cieco e la Follia non lo lasciò mai più...

Se ad Amore e Follia uniamo la donna abbiamo le 3 variabili del “Teorema fondamentale dell’amore”…

    

 
April 15

Il ritorno del cavaliere

 

La stampa estera non vede di buon occhio il ritorno del cavaliere.  

Lo spagnolo El Pais ci ribattezza: "Berlusconia". È questo il titolo dell'editoriale che giudica «inspiegabile» l'ennesima vittoria elettorale «di un uomo che ha sempre confuso i suoi interessi privati e le proprie responsabilità politiche, senza pagare per nessuno degli errori commessi in passato». L'interpretazione è che la vittoria del cavaliere sia da considerare «frutto di una grande intelligenza politica: berlusconi ha saputo infatti confrontarsi con il rivale Walter Veltroni prima ancora che il Partito Democratico potesse crescere sufficientemente e prima ancora che il governo di Romano Prodi avesse l'opportunità di consolidare un bilancio, soprattutto economico, più facile da spiegare ai cittadini».

«Aiuto, torna berlusconi!»: è questo il titolo d’apertura del quotidiano della gauche francese Liberation.

Durissimo l'inglese The Guardian: «Con la vittoria elettorale della coalizione guidata da silvio berlusconi, che incorpora anche il partito neo-fascista e quello separatista del Nord, l'Italia non risolve nessuno dei suoi problemi».

«berlusconi torna al potere grazie all'alleato “post-fascista”», titola l'edizione online di The Independent, che parla di «spiacevole ritorno».

Dal canto suo il cavaliere si è messo subito a cantare...

    

In compenso adesso toglierà il bollo auto, l'ICI, ci saranno miliardi di posti di lavoro, sposeremo tutti suo figlio o sua figlia, diventeremo ricchissimi senza lavorare... Io?!... Speriamo che me la cavo...

 

April 11

Le tre virtù degli italiani

 

Quando Dio fece il mondo, affinché gli uomini vi prosperassero, decise di dare a ciascun popolo due virtù. Così rese gli americani ordinati e rispettosi della legge, i tedeschi tenaci e studiosi, i giapponesi lavoratori e pazienti. Giunto agli italiani, disse all'Arcangelo Gabriele di annotare su un quaderno: "Questi saranno intelligenti, onesti e voteranno Berlusconi". Quando terminò di fare il mondo, l'Arcangelo Lo chiamò e Gli disse: "Padre buono, hai dato a tutti i popoli del mondo due virtù, ma agli italiani ne hai date tre. Questo farà sì che essi prevarranno su tutti gli altri popoli del mondo. E' questa la Tua volontà?". "Hai ragione, - disse Dio - non sarebbe giusto. Ma siccome non possono essere ritirati i doni che ho fatto dovremo rimediare a questa situazione. D'ora in avanti, gli italiani come popolo conserveranno queste tre virtù, ma affinché essi non prevalgano sugli altri popoli, nessuno di loro potrà avvalersi di più di due di esse per volta".

È per questa ragione che, da allora, l'italiano che vota Berlusconi ed è onesto non può essere anche intelligente, quello che è intelligente e che vota Berlusconi non può essere anche onesto, e quello che è intelligente e onesto non potrà MAI votare Berlusconi…

March 24

Vendetta

 

     

 

 

February 24

Impossible is nothing

 

 

 

February 09

We have all time in this world

 

Vi è mai capitato di perdere un treno importante? Era forse troppo in anticipo, o proprio quella mattina avevate fatto troppo tardi? Ricordo ancora quando nei pressi della stazione, nonostante sentissi una voce che mi avvisava della sua partenza, non mi sono preoccupato e l'ho lasciato andare via. Ancora oggi vedo ripassare quello stesso treno ma il mio biglietto è ormai troppo vecchio per essere utilizzato. Nella vita è necessario rispettare gli orari se vogliamo prendere i suoi treni o dovremo accontentarci solo di vederli passare. Se avessi dato la giusta importanza a questo treno forse ora sarei in un'altra stazione o chi lo sa, probabilmente sarei con un bagaglio diverso. Nella stazione in cui mi trovo ora ci sono nuovi orari ma al contrario di quelli vecchi non riesco più a leggerli con chiarezza. Forse il mio destino ora è aspettare i treni che verranno mentre ragiono sugli sbagli che mi hanno portato ad essere ancora seduto là. Ma quando hai 20-21 anni spesso non hai le palle per prendere la decisione giusta, pur sapendo dentro di te quale essa sia. Ti senti gasato perché pensi di essere appena entrato nel mondo dei “grandi”, e non ti va di andare ad impegnarti in cose serie. E lasci passare il tempo. Poi scopri che il treno è partito, e tu non sei riuscito a salirci, ancora una volta. Ma cosa importa? Sei giovane, te ne sbatti di tutto e di tutti.
"We have all the time in this world",
così cantava Armstrong, abbiamo tutto il tempo del mondo...
Ma ad un tratto sei costretto ad affrontare la vita con le sue avversità, che ti vengono sbattute in faccia senza nessun preavviso. E ti accorgi che forse la parte più difficile di questo mondo non è essere Peter Pan, ma essere la sua nemesi, il Capitan Uncino. Troppo facile essere Peter Pan, troppo facile dire di non voler crescere, e continuare a divertirsi, quando la parte difficile è invece quella di affrontare questa vitaccia che ci troviamo addosso. Dover accettare che si cresce, che la vita non è più un gioco, e che non puoi più far finta di nulla. Provate ad essere Uncino, provate a mettervi nei suoi panni, e poi lo capirete, e vi sentirete lui. Poi ti accorgi di come avevano ragione quando ti dissero che vivere voleva dire scegliere, nel bene e nel male. Mentre vivere lasciando che a scegliere siano altri non è un vero vivere, ma solo sopravvivere. Per quanto mi fosse possibile, ho cercato di non perdere più treni, provando ad inserirmi nel mondo, di capirne i meccanismi, gli ingranaggi. Pensavo, speravo, che col tempo sarei riuscito ad apprenderne il ritmo. Però poi ti rendi conto che ancora una volta ti passeranno davanti un casino di treni sui quali non potrai salire, perché sei bloccato a terra. E allora, ancora una volta, ti siedi ed aspetti che il destino faccia il suo corso, come sempre.
”Tutto quello che possiamo fare adesso è augurarci il meglio, aspettarci il peggio, ed accontentarci di una via di mezzo".
Ed ecco che sei ancora lì, seduto ad aspettare che il destino venga a prenderti, e come il Capitano che spera di fermare il tempo distruggendo gli orologi, così tu speri che prima o poi il destino ti permetta di rimediare a tutti gli errori fatti. Che ti dia di nuovo la possibilità di scegliere, nel bene e nel male. Che ti dia di nuovo la possibilità di vivere. E intanto scrivi quattro cazzate su un blog che ogni tanto usi come valvola di sfogo. Il tutto mentre ascolti We have all time in this world"… tutto il tempo del mondo… come no... tutto il tempo del mondo…

           

January 29

Senti chi si lamenta...

Nervosismo in via Durini
bocca chiusa con la stampa,
in classifica son primi
ma gli scricchiola la rampa!

Che succede perdentino?
Hai paura di cadere?
Serve sempre l'aiutino?
Ti si è stretto un pò il sedere?

Grandi torti hanno subito
anche gli altri, l'abbiam letto.
Ma il lamento più stordito
è del Mancio col ciuffetto:

"Dalla prossima partita
partiremo in 10 in campo".
Che battuta colorita!
L'umorista con lo shampoo!

I fallacci sò evidenti,
son palesi le espulsioni
Quando i giocatori lenti
fan sgambetti o dan spintoni!

Mantenere quella vetta
senza aiuti è complicato.
Ma al traguardo non c'è fretta
se tu gli altri hai decimato!

Or non pianger bambinone
che tu vittima non sei.
Lo scudetto di cartone (ricordi?)
è un regalo degli "Dei"!

Con la Champions ormai alle porte
devi solo lavorare.
In Europa non sei forte,
li' nessun ti può salvare!

 

(fonte: vecchiasignora.com)

January 26

Il giorno della memoria

Una piccola pericolante casa custodisce una grande storia. Misura pochi metri quadri, ha un unico piano ed è stretta dalle sagome dei vicini palazzi del centro del paese. Porte e finestre sono murate. Negli ultimi giorni del 1944 la guerra non era finita, e nelle frazioni della marina di Nardò, S. Caterina e S. Maria al Bagno, nel campo d’accoglienza allestito dagli anglo-americani cominciavano a giungere i primi profughi ebrei. In poco meno di tre anni ne sarebbero transitati oltre centomila. Alcuni vi passeranno pochi giorni molti altri, la maggioranza, mesi. Il piccolo centro di S. Maria al Bagno contava non più di 400 abitanti in maggioranza pescatori, ma era già una località turistica famosa, con molte seconde case e una fitta schiera di ville. A guerra finita gli alleati requisirono altre case e ville perché dall’Europa nord orientale il flusso dei sopravvissuti all’Olocausto si faceva più intenso e, organizzati dal Congresso Mondiale Ebraico, moltissimi volevano raggiungere la Palestina.

Tra le tante tragiche storie che ognuno di quei profughi provenienti da Austria, Cecoslovacchia, Ungheria, Jugoslavia ma soprattutto dalla Polonia, c’era anche quella avventurosa e fortunata di Zivi Miller (mio zio), ebreo polacco sfuggito al campo di sterminio lanciandosi dal treno in corsa. Anche Miller voleva raggiungere la Palestina, e aspettava il momento propizio. Come raccontano molte delle persone più anziane di S. Maria, gli ebrei ben presto si sistemarono per bene, creando una stabile comunità con tanto di sinagoga (ora c’è il bar Piccadilly), di kibbutz, di mensa e di centro di preghiera per bambini. Il rapporto dei locali con i nuovi arrivati fu molto intenso e felice. Come ulteriore testimonianza di questa lunga e accettata ospitalità nelle carte dell’archivio del comune di Nardò ci sono documentati circa 350 matrimoni. Erano in prevalenza matrimoni tra ebrei che si celebravano prima in Comune e poi in sinagoga. Proprio ad uno di questi risulta come testimone Golda Meyer, futuro primo ministro dello Stato d’Israele. In realtà la presenza di Golda Meyer fu ben più importante e piuttosto costante, svolse per la comunità un importante ruolo di guida politica e a Villa Personé (oggi De Benedittis, dove aveva risieduto fino alla smilitarizzazione del campo anche il comandante degli alleati, un ufficiale inglese probabilmente anche agente del servizio segreto che si chiamava James Bond) incontrava i capi della comunità, le autorità alleate e italiane, e di fatto la villa divenne il Municipio Ebraico e lei una sorta di sindaco, mentre era alla vicina villa vescovile che si fermava, quando era a S. Maria, David Ben Gurion, che come presidente del Congresso Ebraico organizzava anche le partenze dai porti pugliesi delle navi dirette in Palestina.

Questi i protagonisti della grande storia del futuro Stato ebraico passati dalla marina neretina, ma Zivi Miller che faceva, in mezzo a migliaia di sopravvissuti come lui, in attesa di raggiungere la Palestina? Qui il racconto vuole che il giovane ebreo polacco, aiutato da alcuni coetanei, illustrò la storia del suo popolo nelle pitture che fece in una piccola casa del centro di S. Maria. Nei murales affrescati da Miller nel 1946 è narrato il sogno del popolo ebraico ospitato a S. Maria (ma il concetto è ovviamente più universalistico) di raggiungere la Palestina: un ponte umano dal Salento giunge fin dentro la stella di David.

 

Ma come tutti i progetti anche questo prevede un nemico, che Miller raffigura nei soldati inglesi a guardia delle frontiere dei territori agognati, soldati che sbarrano la strada a una giovane madre con bambini al seguito.

 

Man mano tutti gli altri ospiti del campo d’accoglienza, eludendo la sorveglianza inglese, partirono alla volta di Israele lasciando alla memoria la custodia dei mesi trascorsi sulla costa salentina: fu qui che molti ebrei videro il mare per la prima volta, altri impararono a nuotare, qualcuno a pescare.

Molti anni sono passati e le tracce di quel passaggio vanno scomparendo, ma non dobbiamo dimenticare dove ci ha portati la follia di alcuni uomini...

  

 

 

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