Giuseppe Alessa...'s profilePENSIERI E PAROLEPhotosBlogListsMore Tools Help

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    February 19

    Il ritorno...

     

    Ritorno a scrivere sul blog dopo tanto tempo... Ho una notizia che devo assolutamente comunicare: finalmente è arrivato il notebook che ho vinto grazie ad uno dei miei video!!!!!!!!! E' FANTASTICO!!!!!

    Ed allora che ne dite dell'ultimo video?...

       

     

    June 05

    Nostalgia

     

     

     

    April 25

    "Teorema fondamentale dell'amore"

    Si racconta che una volta, tanto tempo fa, tutti i sentimenti, le qualità e i difetti dell'uomo si riunirono. Dopo che la Noia aveva sbadigliato per l'ennesima volta la Pazzia propose di andare a giocare a nascondino. La curiosità chiese: “A nascondino? Come si fa?”. “E' un gioco”, spiegò la Follia, “io mi copro gli occhi e incomincio a contare fino a un milione. Voi intanto vi nascondete e quando non c'è più nessuno in giro, e io ho finito di contare, il primo di voi che trovo rimane al mio posto a fare la guardia per continuare il gioco”. L'Entusiasmo ballò, seguito dall' Euforia, dall'Allegria e fece tanti salti che finì per convincere il Dubbio e l'Apatia, la quale non aveva mai voglia di fare nulla. Ma non tutti vollero partecipare... la Verità preferì non nascondersi, la Superbia disse che era un gioco molto sciocco e la Codardia preferì non rischiare. “Uno, due, tre...” cominciò a contare la Follia. La prima a nascondersi fu la Pigrizia, che si nascose dietro la prima pietra del cammino. La Fede salì in cielo e l’Invidia si nascose dietro l'ombra del Trionfo che era riuscito a salire in cima all'albero più alto. La Generosità invece non riusciva a nascondersi, ogni posto che trovava lo lasciava ai suoi amici. Un lago cristallino?, ideale per la Bellezza, un cespuglio?, perfetto per la Timidezza, un soffio di vento?, giusto per la Libertà. Finché la Generosità decise di nascondersi dietro un raggio di sole. L'Egoismo invece si prese subito il posto migliore e superconfortevole, tutto per lui. La Bugia si nascose... veramente non si sa dove, la Passione e il Desiderio si nascosero nel centro di un vulcano. La Dimenticanza... non ce lo ricordiamo! Quando la Follia arrivò a contare fino a 999.999, l'Amore ancora non aveva trovato un luogo per nascondersi, perché erano tutti occupati. Alla fine vide un roseto e decise di nascondersi li, fra le bellissime rose. “Un milione!!!”, disse la Follia, che iniziò a cercare. La prima a farsi scoprire fu la Pigrizia, poi la Fede, poi la Passione e il Desiderio, che aveva sentito vibrare dentro il vulcano. Trovò poi l'Invidia che si era nascosta dove stava il Trionfo. Camminando, vicino al lago trovò la Bellezza, poi il Dubbio, il quale non aveva ancora deciso dove nascondersi. Poi uno dopo l'altro incontrò tutti gli altri, tranne l'Amore. La Follia iniziò a cercarlo dietro a ogni albero, sotto il ruscello, in cima alla montagna... e quando fu al punto di darsi per vinta, vide il roseto e iniziò a muovere i rami, quando all’improvviso si sentì un doloroso grido: le spine avevano ferito negli occhi l'Amore! La Follia non seppe cosa fare e come chiedergli scusa. Pianse, pregò, implorò e chiese perdono. Da allora, da quando per la prima volta sulla terra si giocò a nascondino, l'Amore fu cieco e la Follia non lo lasciò mai più...

    Se ad Amore e Follia uniamo la donna abbiamo le 3 variabili del “Teorema fondamentale dell’amore”…

        

     
    April 15

    Il ritorno del cavaliere

     

    La stampa estera non vede di buon occhio il ritorno del cavaliere.  

    Lo spagnolo El Pais ci ribattezza: "Berlusconia". È questo il titolo dell'editoriale che giudica «inspiegabile» l'ennesima vittoria elettorale «di un uomo che ha sempre confuso i suoi interessi privati e le proprie responsabilità politiche, senza pagare per nessuno degli errori commessi in passato». L'interpretazione è che la vittoria del cavaliere sia da considerare «frutto di una grande intelligenza politica: berlusconi ha saputo infatti confrontarsi con il rivale Walter Veltroni prima ancora che il Partito Democratico potesse crescere sufficientemente e prima ancora che il governo di Romano Prodi avesse l'opportunità di consolidare un bilancio, soprattutto economico, più facile da spiegare ai cittadini».

    «Aiuto, torna berlusconi!»: è questo il titolo d’apertura del quotidiano della gauche francese Liberation.

    Durissimo l'inglese The Guardian: «Con la vittoria elettorale della coalizione guidata da silvio berlusconi, che incorpora anche il partito neo-fascista e quello separatista del Nord, l'Italia non risolve nessuno dei suoi problemi».

    «berlusconi torna al potere grazie all'alleato “post-fascista”», titola l'edizione online di The Independent, che parla di «spiacevole ritorno».

    Dal canto suo il cavaliere si è messo subito a cantare...

        

    In compenso adesso toglierà il bollo auto, l'ICI, ci saranno miliardi di posti di lavoro, sposeremo tutti suo figlio o sua figlia, diventeremo ricchissimi senza lavorare... Io?!... Speriamo che me la cavo...

     

    April 11

    Le tre virtù degli italiani

     

    Quando Dio fece il mondo, affinché gli uomini vi prosperassero, decise di dare a ciascun popolo due virtù. Così rese gli americani ordinati e rispettosi della legge, i tedeschi tenaci e studiosi, i giapponesi lavoratori e pazienti. Giunto agli italiani, disse all'Arcangelo Gabriele di annotare su un quaderno: "Questi saranno intelligenti, onesti e voteranno Berlusconi". Quando terminò di fare il mondo, l'Arcangelo Lo chiamò e Gli disse: "Padre buono, hai dato a tutti i popoli del mondo due virtù, ma agli italiani ne hai date tre. Questo farà sì che essi prevarranno su tutti gli altri popoli del mondo. E' questa la Tua volontà?". "Hai ragione, - disse Dio - non sarebbe giusto. Ma siccome non possono essere ritirati i doni che ho fatto dovremo rimediare a questa situazione. D'ora in avanti, gli italiani come popolo conserveranno queste tre virtù, ma affinché essi non prevalgano sugli altri popoli, nessuno di loro potrà avvalersi di più di due di esse per volta".

    È per questa ragione che, da allora, l'italiano che vota Berlusconi ed è onesto non può essere anche intelligente, quello che è intelligente e che vota Berlusconi non può essere anche onesto, e quello che è intelligente e onesto non potrà MAI votare Berlusconi…

    March 24

    Vendetta

     

         

     

     

    February 24

    Impossible is nothing

     

     

     

    February 09

    We have all time in this world

     

    Vi è mai capitato di perdere un treno importante? Era forse troppo in anticipo, o proprio quella mattina avevate fatto troppo tardi? Ricordo ancora quando nei pressi della stazione, nonostante sentissi una voce che mi avvisava della sua partenza, non mi sono preoccupato e l'ho lasciato andare via. Ancora oggi vedo ripassare quello stesso treno ma il mio biglietto è ormai troppo vecchio per essere utilizzato. Nella vita è necessario rispettare gli orari se vogliamo prendere i suoi treni o dovremo accontentarci solo di vederli passare. Se avessi dato la giusta importanza a questo treno forse ora sarei in un'altra stazione o chi lo sa, probabilmente sarei con un bagaglio diverso. Nella stazione in cui mi trovo ora ci sono nuovi orari ma al contrario di quelli vecchi non riesco più a leggerli con chiarezza. Forse il mio destino ora è aspettare i treni che verranno mentre ragiono sugli sbagli che mi hanno portato ad essere ancora seduto là. Ma quando hai 20-21 anni spesso non hai le palle per prendere la decisione giusta, pur sapendo dentro di te quale essa sia. Ti senti gasato perché pensi di essere appena entrato nel mondo dei “grandi”, e non ti va di andare ad impegnarti in cose serie. E lasci passare il tempo. Poi scopri che il treno è partito, e tu non sei riuscito a salirci, ancora una volta. Ma cosa importa? Sei giovane, te ne sbatti di tutto e di tutti.
    "We have all the time in this world",
    così cantava Armstrong, abbiamo tutto il tempo del mondo...
    Ma ad un tratto sei costretto ad affrontare la vita con le sue avversità, che ti vengono sbattute in faccia senza nessun preavviso. E ti accorgi che forse la parte più difficile di questo mondo non è essere Peter Pan, ma essere la sua nemesi, il Capitan Uncino. Troppo facile essere Peter Pan, troppo facile dire di non voler crescere, e continuare a divertirsi, quando la parte difficile è invece quella di affrontare questa vitaccia che ci troviamo addosso. Dover accettare che si cresce, che la vita non è più un gioco, e che non puoi più far finta di nulla. Provate ad essere Uncino, provate a mettervi nei suoi panni, e poi lo capirete, e vi sentirete lui. Poi ti accorgi di come avevano ragione quando ti dissero che vivere voleva dire scegliere, nel bene e nel male. Mentre vivere lasciando che a scegliere siano altri non è un vero vivere, ma solo sopravvivere. Per quanto mi fosse possibile, ho cercato di non perdere più treni, provando ad inserirmi nel mondo, di capirne i meccanismi, gli ingranaggi. Pensavo, speravo, che col tempo sarei riuscito ad apprenderne il ritmo. Però poi ti rendi conto che ancora una volta ti passeranno davanti un casino di treni sui quali non potrai salire, perché sei bloccato a terra. E allora, ancora una volta, ti siedi ed aspetti che il destino faccia il suo corso, come sempre.
    ”Tutto quello che possiamo fare adesso è augurarci il meglio, aspettarci il peggio, ed accontentarci di una via di mezzo".
    Ed ecco che sei ancora lì, seduto ad aspettare che il destino venga a prenderti, e come il Capitano che spera di fermare il tempo distruggendo gli orologi, così tu speri che prima o poi il destino ti permetta di rimediare a tutti gli errori fatti. Che ti dia di nuovo la possibilità di scegliere, nel bene e nel male. Che ti dia di nuovo la possibilità di vivere. E intanto scrivi quattro cazzate su un blog che ogni tanto usi come valvola di sfogo. Il tutto mentre ascolti We have all time in this world"… tutto il tempo del mondo… come no... tutto il tempo del mondo…

               

    January 29

    Senti chi si lamenta...

    Nervosismo in via Durini
    bocca chiusa con la stampa,
    in classifica son primi
    ma gli scricchiola la rampa!

    Che succede perdentino?
    Hai paura di cadere?
    Serve sempre l'aiutino?
    Ti si è stretto un pò il sedere?

    Grandi torti hanno subito
    anche gli altri, l'abbiam letto.
    Ma il lamento più stordito
    è del Mancio col ciuffetto:

    "Dalla prossima partita
    partiremo in 10 in campo".
    Che battuta colorita!
    L'umorista con lo shampoo!

    I fallacci sò evidenti,
    son palesi le espulsioni
    Quando i giocatori lenti
    fan sgambetti o dan spintoni!

    Mantenere quella vetta
    senza aiuti è complicato.
    Ma al traguardo non c'è fretta
    se tu gli altri hai decimato!

    Or non pianger bambinone
    che tu vittima non sei.
    Lo scudetto di cartone (ricordi?)
    è un regalo degli "Dei"!

    Con la Champions ormai alle porte
    devi solo lavorare.
    In Europa non sei forte,
    li' nessun ti può salvare!

     

    (fonte: vecchiasignora.com)

    January 26

    Il giorno della memoria

    Una piccola pericolante casa custodisce una grande storia. Misura pochi metri quadri, ha un unico piano ed è stretta dalle sagome dei vicini palazzi del centro del paese. Porte e finestre sono murate. Negli ultimi giorni del 1944 la guerra non era finita, e nelle frazioni della marina di Nardò, S. Caterina e S. Maria al Bagno, nel campo d’accoglienza allestito dagli anglo-americani cominciavano a giungere i primi profughi ebrei. In poco meno di tre anni ne sarebbero transitati oltre centomila. Alcuni vi passeranno pochi giorni molti altri, la maggioranza, mesi. Il piccolo centro di S. Maria al Bagno contava non più di 400 abitanti in maggioranza pescatori, ma era già una località turistica famosa, con molte seconde case e una fitta schiera di ville. A guerra finita gli alleati requisirono altre case e ville perché dall’Europa nord orientale il flusso dei sopravvissuti all’Olocausto si faceva più intenso e, organizzati dal Congresso Mondiale Ebraico, moltissimi volevano raggiungere la Palestina.

    Tra le tante tragiche storie che ognuno di quei profughi provenienti da Austria, Cecoslovacchia, Ungheria, Jugoslavia ma soprattutto dalla Polonia, c’era anche quella avventurosa e fortunata di Zivi Miller (mio zio), ebreo polacco sfuggito al campo di sterminio lanciandosi dal treno in corsa. Anche Miller voleva raggiungere la Palestina, e aspettava il momento propizio. Come raccontano molte delle persone più anziane di S. Maria, gli ebrei ben presto si sistemarono per bene, creando una stabile comunità con tanto di sinagoga (ora c’è il bar Piccadilly), di kibbutz, di mensa e di centro di preghiera per bambini. Il rapporto dei locali con i nuovi arrivati fu molto intenso e felice. Come ulteriore testimonianza di questa lunga e accettata ospitalità nelle carte dell’archivio del comune di Nardò ci sono documentati circa 350 matrimoni. Erano in prevalenza matrimoni tra ebrei che si celebravano prima in Comune e poi in sinagoga. Proprio ad uno di questi risulta come testimone Golda Meyer, futuro primo ministro dello Stato d’Israele. In realtà la presenza di Golda Meyer fu ben più importante e piuttosto costante, svolse per la comunità un importante ruolo di guida politica e a Villa Personé (oggi De Benedittis, dove aveva risieduto fino alla smilitarizzazione del campo anche il comandante degli alleati, un ufficiale inglese probabilmente anche agente del servizio segreto che si chiamava James Bond) incontrava i capi della comunità, le autorità alleate e italiane, e di fatto la villa divenne il Municipio Ebraico e lei una sorta di sindaco, mentre era alla vicina villa vescovile che si fermava, quando era a S. Maria, David Ben Gurion, che come presidente del Congresso Ebraico organizzava anche le partenze dai porti pugliesi delle navi dirette in Palestina.

    Questi i protagonisti della grande storia del futuro Stato ebraico passati dalla marina neretina, ma Zivi Miller che faceva, in mezzo a migliaia di sopravvissuti come lui, in attesa di raggiungere la Palestina? Qui il racconto vuole che il giovane ebreo polacco, aiutato da alcuni coetanei, illustrò la storia del suo popolo nelle pitture che fece in una piccola casa del centro di S. Maria. Nei murales affrescati da Miller nel 1946 è narrato il sogno del popolo ebraico ospitato a S. Maria (ma il concetto è ovviamente più universalistico) di raggiungere la Palestina: un ponte umano dal Salento giunge fin dentro la stella di David.

     

    Ma come tutti i progetti anche questo prevede un nemico, che Miller raffigura nei soldati inglesi a guardia delle frontiere dei territori agognati, soldati che sbarrano la strada a una giovane madre con bambini al seguito.

     

    Man mano tutti gli altri ospiti del campo d’accoglienza, eludendo la sorveglianza inglese, partirono alla volta di Israele lasciando alla memoria la custodia dei mesi trascorsi sulla costa salentina: fu qui che molti ebrei videro il mare per la prima volta, altri impararono a nuotare, qualcuno a pescare.

    Molti anni sono passati e le tracce di quel passaggio vanno scomparendo, ma non dobbiamo dimenticare dove ci ha portati la follia di alcuni uomini...

      

     

    January 21

    E io ci sto

     

    Mi alzo al mattino
    con una nuova illusione,
    prendo il 109 per la rivoluzione,
    e sono soddisfatto,
    un poco saggio un poco matto,
    penso che fra vent'anni
    finiranno i miei affanni.
    Ma ci ripenso però,
    mi guardo intorno per un po’
    e mi accorgo che son solo,
    in fondo è bella però
    è la mia età e io ci sto…
    Si dice che in America
    tutto è ricco tutto è nuovo,
    puoi salire in teleferica
    su un grattacielo e farti un uovo,
    io cerco il rock'n'roll
    al bar e nei metrò,
    cerco una bandiera diversa
    senza sangue sempre tersa.
    Ma ci ripenso però,
    mi guardo intorno per un po’
    e mi accorgo che son solo,
    in fondo è bello però,
    è il mio Paese e io ci sto…
    Mi dicono alla radio
    statti calmo statti buono
    non esser scalmanato
    stai tranquillo e fatti uomo
    ma io con la mia guerra
    voglio andare sempre avanti,
    e costi quel che costi la vincerò
    non ci son santi.
    Ma ci ripenso però,
    mi guardo intorno per un po’
    e mi accorgo che son solo,
    ma in fondo è bella però
    è la mia guerra e io ci sto…
    Cerco una donna
    che sia la meglio,
    che mi sorrida al mio risveglio
    e che sia bella come il sole d'agosto
    intelligente si sa,
    ma in fondo è bella però
    è la mia donna e io ci sto...
    January 13

    I veri amici

    Ieri mentre facevo "pulizia" nel mio cellulare e cancellavo i messaggi inutili, ne ho trovato uno che mi è stato mandato lo scorso aprile: "gli anni passano, le cose cambiano, gli amici veri restano...". Chi me lo ha mandato aveva perfettamente ragione: solo gli  AMICI VERI restano...

      

     

    January 06

    Noi...

    Com’è la nostra generazione, quella dei nati alla fine degli anni 70’, inizio anni 80’? Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità in 60esimi e i pionieri del 3+2. Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills. Abbiamo pianto per Candy Candy, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co-co-co e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.). Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina e il Piccolo Mugnaio Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, Ransie la strega, il Mago Pancione, Gigi la trottola, I Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle. Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata. Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità, e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò. E se anche tu sei uno di noi…

    Almeno una volta nella vita ti sei chiesto cosa fosse di preciso un "razzomissile" e come funzionassero i "circuiti di mille valvole";

    Almeno per una volta ti sei chiesto per quale misteriosa legge fisica, Mimì riuscisse a far scomparire il pallone e a farlo riapparire a cazzo sul campo di pallavolo, e sempre rigorosamente dentro la linea;

    Ti sei chiesto almeno una volta quanto fosse alta la rete del suddetto campo;

    O quanto fosse lungo il campo di Holly e Benji dal momento che si vedeva la linea dell'orizzonte;

    Ti ricordi di Licia Colò che, al posto di parlar con gli orsi bianchi, parlava coi cani rosa;

    Ti ricordi di quando Gerry Scotti era ancora un dj;

    Hai ballato almeno una volta Reality (del tempo delle mele) a distanza di sicurezza e sotto la sorveglianza di insegnante o genitore che sia;

    Ti sei incazzato almeno una volta perchè tua madre non ti ha comprato l'Allegro Chirurgo;

    Ricordi quando le Barbie non subivano ancora mutazioni genetiche bagnandole con l'acqua calda o fredda;

    Ti ricordi di giocattoli geniali come il Forno Harbert, la Macchina per lo zucchero filato Harbert, la Gelatiera Harbert, la Macchina dei popcorn Harbert;

    Il tuo idolo a colazione era un malato di mente romanista con il fantasioso nome di Mago Galbusera;

    Non sei mai riuscito a completare il Cubo di Rubik;

    Baravi staccando le etichette colorate del Cubo di Rubik;

    Oppure baravi staccando i cubetti del Cubo di Rubik perché le etichette non si incollavano più;

    Ti ricordi quando le sorpresine non erano dentro gli ovetti, ma nelle merendine, e non si collezionavano, si perdevano;

    Ti ricordi quando al piccolo Mugnaio Bianco, Clementina dava il due di picche;

    Ti ricordi quando a scuola si spacciavano le gomme profumate;

    Ogni volta che pigli un traghetto ti viene in mente Gopher e ti metti sul ponte a canticchiare: "...mare profumo di mareeee, con l'amore io voglio giocareeee...";

    Hai creduto almeno una volta in vita tua che i Righeira fossero davvero fratelli;

    Ti ricordi quando Paolo Rossi era ancora il nome di un calciatore;

    Ed infine... sei in grado di completare la seguente frase:"...arriva presto, finisce presto e di solito non pulisce il...".

     
     
         

    Questa è la nostra storia...

    December 31

    Il valore del tempo

     

    E siano giunti alla fine anche di quest’annoIl tempo è volato, le ore, i giorni, i mesi, gli anni, stanno passando senza che me ne accorga. La mia memoria storica ha inizio con un flebile ricordo dei festeggiamenti dell’Italia campione del mondo ’82: sembra ieri, invece è passata quasi una vita!!! E il tempo che passa non ritorna più E mentre viviamo non ci rendiamo conto di questo, non ci rendiamo conto dell’importanza di ogni singolo istante Basta riflettere un attimo:
    per scoprire il valore di un anno, basta chiedere ad uno studente che è stato bocciato all'esame finale;
    per scoprire il valore di un mese, basta chiedere a una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto;
    per scoprire il valore di una settimana, basta chiedere all'editore di una rivista settimanale;
    per scoprire il valore di un'ora, basta chiedere agli innamorati che stanno aspettando di vedersi;
    per scoprire il valore di un minuto, basta chiedere a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l'aereo;
    per scoprire il valore di un secondo, basta chiedere a qualcuno che è sopravvissuto ad un incidente;
    per scoprire il valore di un decimo di secondo, basta chiedere ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento
    Il tempo non aspetta nessun, raccogli ogni momento che ti rimane, perché ha un grande valore.
    Buon anno!!!
     
    December 27

    Ferite...

    C’ era una volta un ragazzo con un pessimo carattere. Suo padre gli diede un sacchetto pieno di chiodi e gli disse di piantarne uno nella palizzata del giardino ogni volta che perdeva la pazienza e/o bisticciava con qualcuno. Il primo giorno ne piantò 37 nella palizzata del giardino. Nelle settimane seguenti imparò a controllarsi e il numero dei chiodi piantati nella palizzata diminuì di giorno in giorno: scoprì che è più facile imparare a controllarsi che piantare chiodi. Finalmente arrivò il giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo nella palizzata. Allora andò dal padre e gli disse che quel giorno non avrebbe avuto bisogno di piantare alcun chiodo. Suo padre allora gli rispose di levare un chiodo dalla palizzata per ogni giorno che riusciva a non perdere la pazienza. I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre che aveva levato tutti i chiodi dalla palizzata. Il padre condusse allora il figlio davanti alla palizzata e gli disse: “Figliolo, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi che hai lasciato nella palizzata! Non sarà mai come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici delle cose cattive, quando deludi un amico, gli lasci delle ferite come queste. Puoi infilzare un uomo con un coltello, e poi toglierlo, ma lascerà sempre una ferita. Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà. Una ferita verbale fa altrettanto male di una fisica…”

    December 15

    Buon Natale

     

    Buon Natale a tutti!!!

       

    December 13

    Vivere nel 2007...

    TI RENDI CONTO DI VIVERE NEL 2007, QUASI 2008, QUANDO:

    1. Per sbaglio inserisci la password nel microonde;

    2. Sono anni che non giochi a solitario con carte vere;

    3. Hai una lista di 15 numeri di telefono per contattare i tuoi 5 familiari;

    4. Mandi e-mail alla persona che lavora al tavolo accanto al tuo;

    5. Il motivo per cui non ti tieni in contatto con i tuoi amici e familiari è che non hanno indirizzi e-mail;

    6. Rimani in macchina e col cellulare chiami a casa per vedere se c'è qualcuno che ti aiuta a portare dentro la spesa;

    7. Ogni spot in tv ha un sito web scritto in un angolo dello schermo;

    8. Uscire di casa senza cellulare, cosa che hai tranquillamente fatto per i primi 10, 20, o 30 anni della tua vita, ora ti crea il panico e ti fa tornare indietro per prenderlo;

    10. Ti alzi al mattino e ti metti al computer ancora prima di prendere il caffè;

    11. Cominci ad arrovellarti il cervello alla ricerca di modi per sorridere,  : ) )   :->  :-)

    12. Mentre leggi tutto questo ridi e fai “Si” con la testa;

    13. Sei troppo occupato per accorgerti che su questa lista manca il punto 9;

    15. E ora sei tornato indietro per vedere se davvero manca il punto 9;

    16. Solo ora ti accorgi che manca anche il 14;

    17. Ora ritorni ancora indietro x controllare;

    E ORA STAI RIDENDO DA SOLO…

    December 01

    Le cose importanti della vita

     

    Un professore, davanti alla sua classe, senza dire parola, prende un barattolo di Nutella grande e vuoto e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d'accordo e dicono di si. Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf. Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono affermativamente. Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo, ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno. Questa volta gli studenti rispondono con un sì unanime. Il professore, velocemente, aggiunge due tazze di caffé al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia. Infine il professore dice: " Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo di nutella rappresenta la vita… Le palle da golf sono le cose importanti, come la famiglia, i figli, la salute, l'amore... cose che ci appassionano, sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene... Le palline di vetro sono le altre cose a cui diamo una certa importanza, come il lavoro, la casa, ecc. La sabbia è tutto il resto: le piccole cose che ci gratificano... Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro, nè per le palle da golf. La stessa cosa succede con la vita... Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose futili, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti." E  cosa rappresenta il caffè?... Non importa quanto occupata possa sembrare la vita, si può sempre trovare un momento, se lo si vuole veramente, per una tazza di caffè con un amico…

    November 24

    Chi ha "ucciso" Marco Pantani?

     

    Me lo sono sempre chiesto, ed ora sembra che la verità cominci a venire a galla. Pochi giorni fa Renato Vallanzasca, noto ergastolano detenuto nel carcere di Opera, ha scritto una lettera alla famiglia di Marco Pantani confermando le sue verità sulla positività all’antidoping del Pirata nella tappa di Madonna di Campiglio del Giro d’Italia 1999: “Non posso dirti quello che non so - scrive - ma è certo che 4 o 5 giorni prima di Madonna di Campiglio sono stato consigliato vivamente di puntare contro il tuo ragazzo, perchè poteva vincere Gotti, o Jalabert, o al limite chiunque altro, ma Pantani non sarebbe arrivato a Milano in maglia rosa. Le affermazioni del boss della Comasina non sono certo una novità per chi, come me, ha sempre creduto nell'innocenza di Pantani. Perchè è da sempre risaputo che chi vince non è mai simpatico. Ed ecco che si fa di tutto per toglierlo di mezzo, magari farlo squalificare (o mandarlo in serie B...). Dire che avevo ragione ormi non ha più senso: Marco non c'è più. Deluso dal suo mondo, "ucciso" dal suo mondo, da quelli che riteneva essere i suoi amici. Non aveva però tenuto conto che sul carro dei vincitori sono sempre tutti pronti a salire, e che quando le cose vanno male il carro resterà inesorabilmente vuoto...

     

         

     

    November 18

    Felicità fugace

     

    C’e’ una stagione

    nelle faccende degli uomini,

    che e’ sballottata dalle onde,

    ingannata dalla fortuna...

    In questo mare aperto

    noi siamo a galla,

    e dobbiamo seguire la corrente,

    se serve,

    o perdere le nostre imprese...

    Questo perche’ la vita e’ breve,

    le opportunita’ sono rare

    e dobbiamo rimanere vigili

    nel proteggerle.

    E non solo le opportunita’

    per il successo,

    ma le opportunita’ per ridere,

    per vedere il fascino del mondo,

    per essere felici.

    E la felicita’

    puo’ arrivare in varie forme:

    con la compagnia di buoni amici,

    o nel sentimento che metti

    quando esaudisci

    il desidero di qualcun altro,

    o nella promessa

    di una speranza ritrovata...

    Fa bene lasciarsi andare

    alla felicita’,

    perche’ nn sai mai

    quanto possa essere fugace

    questa felicita’...