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Vi è mai capitato di perdere un treno importante? Era forse troppo in anticipo, o proprio quella mattina avevate fatto troppo tardi? Ricordo ancora quando nei pressi della stazione, nonostante sentissi una voce che mi avvisava della sua partenza, non mi sono preoccupato e l'ho lasciato andare via. Ancora oggi vedo ripassare quello stesso treno ma il mio biglietto è ormai troppo vecchio per essere utilizzato. Nella vita è necessario rispettare gli orari se vogliamo prendere i suoi treni o dovremo accontentarci solo di vederli passare. Se avessi dato la giusta importanza a questo treno forse ora sarei in un'altra stazione o chi lo sa, probabilmente sarei con un bagaglio diverso. Nella stazione in cui mi trovo ora ci sono nuovi orari ma al contrario di quelli vecchi non riesco più a leggerli con chiarezza. Forse il mio destino ora è aspettare i treni che verranno mentre ragiono sugli sbagli che mi hanno portato ad essere ancora seduto là. Ma quando hai 20-21 anni spesso non hai le palle per prendere la decisione giusta, pur sapendo dentro di te quale essa sia. Ti senti gasato perché pensi di essere appena entrato nel mondo dei “grandi”, e non ti va di andare ad impegnarti in cose serie. E lasci passare il tempo. Poi scopri che il treno è partito, e tu non sei riuscito a salirci, ancora una volta. Ma cosa importa? Sei giovane, te ne sbatti di tutto e di tutti. "We have all the time in this world", così cantava Armstrong, abbiamo tutto il tempo del mondo... Ma ad un tratto sei costretto ad affrontare la vita con le sue avversità, che ti vengono sbattute in faccia senza nessun preavviso. E ti accorgi che forse la parte più difficile di questo mondo non è essere Peter Pan, ma essere la sua nemesi, il Capitan Uncino. Troppo facile essere Peter Pan, troppo facile dire di non voler crescere, e continuare a divertirsi, quando la parte difficile è invece quella di affrontare questa vitaccia che ci troviamo addosso. Dover accettare che si cresce, che la vita non è più un gioco, e che non puoi più far finta di nulla. Provate ad essere Uncino, provate a mettervi nei suoi panni, e poi lo capirete, e vi sentirete lui. Poi ti accorgi di come avevano ragione quando ti dissero che vivere voleva dire scegliere, nel bene e nel male. Mentre vivere lasciando che a scegliere siano altri non è un vero vivere, ma solo sopravvivere. Per quanto mi fosse possibile, ho cercato di non perdere più treni, provando ad inserirmi nel mondo, di capirne i meccanismi, gli ingranaggi. Pensavo, speravo, che col tempo sarei riuscito ad apprenderne il ritmo. Però poi ti rendi conto che ancora una volta ti passeranno davanti un casino di treni sui quali non potrai salire, perché sei bloccato a terra. E allora, ancora una volta, ti siedi ed aspetti che il destino faccia il suo corso, come sempre. ”Tutto quello che possiamo fare adesso è augurarci il meglio, aspettarci il peggio, ed accontentarci di una via di mezzo". Ed ecco che sei ancora lì, seduto ad aspettare che il destino venga a prenderti, e come il Capitano che spera di fermare il tempo distruggendo gli orologi, così tu speri che prima o poi il destino ti permetta di rimediare a tutti gli errori fatti. Che ti dia di nuovo la possibilità di scegliere, nel bene e nel male. Che ti dia di nuovo la possibilità di vivere. E intanto scrivi quattro cazzate su un blog che ogni tanto usi come valvola di sfogo. Il tutto mentre ascolti “We have all time in this world"… tutto il tempo del mondo… come no... tutto il tempo del mondo…
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